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Una Storia Di Ordinario Scambio Di Coppie...

por Linette Chidley (2021-01-08)

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struttura più che ok per <strong>coppie<\/strong>.Questa storia è successa nel periodo in cui io e la mia compagna partecipavamo attivamente come coppia nel mondo scambista. Facemmo la conoscenza, tra le altre, di una coppia che abitava nella nostra stessa strada ma senza esserci mai visti (o per lo meno notati). Ci scambiammo i numeri in vista di un incontro, ma passammo molte sere a scambiarci qualche battuta ed a fare quattro chiacchiere. Quando infine decidemmo di incontrarci, abbiamo pensato di farlo in campo neutro, in modo che se non ci fossimo piaciuti, sarebbe stato più facile congedarsi.

"Mettetevi a pecora, una di fronte all'altra" suggerii. Io e l'altro ci mettemmo i preservativi e, mentre le due donne si baciavano, noi le scopammo di gran carriera. Prima erano mugolii, poi stavano diventando veri e propri urli. Sembrava che facessero a gara a chi godeva di più. Presi l'olio e lo spalmai nell'altro buchetto della signora, poi lo passati al suo compagno che facesse altrettanto, quindi le abbiamo anche scopate nel culo. Quando ho sentito che ero prossimo alla venuta, l'ho tirato fuori, ho fatto girare la signora e me l'ha di nuovo preso in bocca. Quando sono venuto, racconti erotici a69 mi ha davvero ingoiato tutto quello che ho eiaculato. Poi le due signore si sono baciate con le bocche che sapevano del nostro sperma.
Una volta sistemati, abbiamo continuato a chiacchierare mentre accarezzavamo le signore nude.

Tardo pomeriggio dell’ultimo giorno del 2018.
Fervono i preparativi per il cenone. Lena sta apparecchiando la tavola a regola d’arte. Tovaglioli rossi piegati a stella sopra una tovaglia tutta bianca con fiorellini azzurri sparsi qua e là. Tre bicchieri per ciascuno, tutte le posate che occorrono. I piatti li porteremo a tavola già pronti dalla cucina. Max (Massimo), il marito di Lena, si occupa del fuoco nel camino. Lo tiene vivo e ci regala una sua massima: "Il fuoco è come le donne, bisogna sempre stuzzicarlo" Ridiamo tutti. Ride anche mia moglie Giulia, tutta presa dalle verdure. Sta preparando due contorni e due antipasti. Io, Leo, sono ai fornelli. Il ragù di cinghiale per le pappardelle è già pronto. Sto cucinando un pollo ai peperoni. Un piatto estivo per la notte di capodanno? Sembra proprio di si. Max vorrebbe accendere le candele sulla tavola ma è presto e allora apre una bottiglia di vino bianco, fresco, dal frigo. Bicchieri e bottiglia in mano fa il giro di tutti. Brindiamo a noi quattro, alla nostra amicizia di lunga data. Abbiamo tutti passato i sessanta e siamo amici da più di quaranta.
Sono le 19,30, il pollo è quasi pronto. Max fa un gran sospiro. Gli chiedo :" Che hai?" Risposta secca : "Ho fame". Con tutti questi odori un languorino lo abbiamo tutti. Appello generale: "Se mangiamo ora ci sono problemi?" E’ un coro di no. Max accende le candele. Metto l’acqua per la pasta a bollire e iniziamo con gli antipasti. Si chiacchiera, si mangia, si ride. Ora tocca alle pappardelle. Io e Max facciamo il bis. Si beve. Chianti rosso, fermo, temperatura ambiente, va giù che è una delizia. Col secondo stappiamo un Morellino di Scansano e si beve ancora. Frutta, dolce e spumante, caffè, mazzacaffè. Il calore del camino, il caldo dei termosifoni e il vino ci hanno costretti a stare tutti in maglietta con la maniche corte.
Sono le nove e venti e abbiamo finito di cenare. Due ore e quaranta a mezzanotte, che facciamo? Uscire non è il caso. Fa freddo, piove e anche se siamo in un bel posto non credo che ci siano feste all’aperto. Siamo a Poppi in un appartamentino preso in affitto. La televisione c’è ma nessuno ne ha voglia. Siamo seduti attorno ad un tavolo quadrato, sopra la tovaglia ancora i bicchierini della grappa. "Vogliamo giocare alla bottiglia?" Ridono tutti e tre mentre io resto serio. "Non abbiamo più diciotto anni" è la risposta all’unisono. "Visto che siamo più grandicelli potremmo lasciar perdere bacini e carezze e passare a qualcosa di più consistente. Altrimenti proponete qualcosa voi". Ci si guarda negli occhi, ognuno cerca il consenso nei rispettivi consorti. Siamo tutti d’accordo. Via i bicchieri, via la tovaglia. Bottiglia vuota del Morellino e siamo pronti.
"Stabiliamo le regole" dico. "Ognuno deve dichiarare non quello che vorrebbe ma quello che è disposto a fare agli altri. Visto che nessuno di noi è lesbica o gay, ci si può anche rifiutare. Ad esempio se tocca a Lena che è disposta a baciare e se viene indicata Giulia, lei si può rifiutare. Tocca comunque a Giulia girare la bottiglia. Tutto quello che faremo non dovrà durare più di un minuto"
" Va bene" rispondono in coro. Tocca a Lena iniziare il gioco e si rende disponibile per un bacio. Primo giro e la bottiglia indica Giulia che rifiuta e si rende disponibile anche lei per un bacio. La bottiglia gira e indica Max. Lui non rifiuta. Si alzano, sorridono, si avvicinano. Braccia di lui attorno al collo di lei. Bocche che si toccano, si aprono e il bacio parte. Parte anche il cronometro. Io e Lena li guardiamo sorridendo. Ci mettono impegno, le teste si inclinano, le lingua frullano. Si abbracciano ancora più stretti. E’ un gioco ma fa un certo effetto vedere la propria moglie che bacia un altro. Giulia sembra rapita, partecipa con intensità. Si struscia e con le mani blocca il viso di Max. Le piace. Lo avrei giurato. Ma quanto dura un minuto? E’ una eternità. Io comincio ad eccitarmi. Fine del tempo, si staccano, hanno tutti e due il viso arrossato, sorridono e si guardano negli occhi, non dicono nulla. Sembra un desiderio finalmente realizzato.
Si siedono e tocca a Max. "Sono disponibile a massaggiare le tette". La bottiglia gira e si riferma da Giulia. Sorridiamo tutti. Si rialzano, Max si pone dietro a Giulia e infila le mani sotto la sua maglietta. Giulia grida "Sono gelate" e si scosta. "Scusa, scusa " dice Max e mette le mani a riscaldare sul radiatore. Dopo un po’ passa una mano sul viso di Giulia e chiede se va bene la temperatura. Giulia è d’accordo. Si rimettono come prima e Max infila di nuovo le sue mani, le vediamo scorrere sotto la maglietta. Arrivano al punto giusto, si intuisce che le sta infilando sotto il reggiseno e comincia a palpare. Si muove lentamente, ha le mani piccole ma non perde un centimetro di quelle tette. Dalla faccia di Giulia si capisce il piacere. Si sta eccitando. Mi piacerebbe vedere i suoi capezzoli. Li immagino duri e diritti. Max la bacia sulla guancia. Io e Lena ci guardiamo e insieme scattiamo : "Il bacio non era previsto". Lo diciamo in modo aspro. Ci guardano con le facce un po’ strane. Non capiscono se stiamo scherzando o siamo seri. E’ un attimo, poi scoppia una risata da parte di tutti. Max continua, Giulia ogni tanto chiude gli occhi. Credo che Max non le stia solo accarezzando le tette. In quella posizione penso che Giulia avverta tutta l’eccitazione di Max. Un minuto è ancora lunghissimo. Passa comunque e tutti e due sembrano davvero soddisfatti.
Tocca ancora a Giulia, la vedo indecisa, non sa cosa proporre. Ci pensa ancora un po’ poi : " Sono disposta a farmi baciare le tette". Tutti in coro: "Non vale. Devi dire quello che tu sei disposta a fare". "Ok" risponde "allora sono disposta a toccare, a massaggiare il pene" Lo sapevo che il clima si sarebbe scaldato velocemente. Gira la bottiglia e quando si ferma indica Lena. Lei ovviamente non ha il pene e quindi tocca a lei. Vedo dai suoi occhi che vuole pareggiare i conti. "Quello che ha detto Giulia" La bottiglia gira, gira, gira e si ferma da Max. Cazzo ancora sono a secco, speriamo bene, penso dentro di me. Si alzano, lei si mette davanti al marito, gli slaccia i pantaloni, li fa scivolare verso il basso, racconti di coppie scambiste poi abbassa gli slip. Lo immaginavo, Max è bello barzotto dopo gli strusciamenti e palpeggi con Giulia. Lena ha sicuramente le mani calde perché Max non si tira indietro. Si guardano negli occhi. Lena lavora a due mani. Una accarezza le palle e l’altra il pene. Lo scappella e poi, lentamente, lo masturba. E’ un movimento lento ma efficace. Max si sta eccitando e piano, piano gli diventa bello tosto. Giulia sta guardando attentamente il pene di Max, starà facendo il confronto con il mio. Siamo più o meno allo stesso livello. Max aiuta Lena muovendosi leggermente col bacino. E’ uno spettacolo eccitante ma finisce. Stranamente nessuno parla. Nessun commento. Siamo tutti presi dal gioco. I visi però sono allegri.
Max si è ricomposto e ora gira la bottiglia, ci pensa un po’ e poi : "Sono disposto a baciare le tette". Ho visto un lampo negli occhi di Giulia. Spera di essere lei la fortunata. No. Tocca ancora a Lena. Lei è più bassa di Max, perciò, lui resta seduto e lei in piedi davanti. Solleva la maglietta, slaccia il reggiseno e due tette rotonde spuntano fuori. Leggermente cadenti ma sempre due belle tette. Spiccano due capezzoli turgidi su due aureole grandi e scure. Uno spettacolo. Max le mette le mani sui fianchi, l’avvicina a sé e con la lingua comincia a roteare attorno ai capezzoli. Ci gira intorno, ora uno, ora l’altro. Li succhia, li mordicchia. Con le mani cerca di avvicinare i due seni per poter leccare entrambi i capezzoli. Lena è su di giri. Max sta facendo un bel lavoro, la sta eccitando non poco. Anche il sentirsi osservati da noi credo aiuti moltissimo. Quel lungo minuto ora appare troppo corto. Infatti è finito. Lena si riabbassa la maglietta e a fatica si stacca da Max.
Tocca a Lena far girare la bottiglia. E’ su di giri e mi aspetto una proposta all’altezza del momento. Non mi delude. "Sono disposta a fare una spagnola". Wow. Che situazione! Penso che oramai sarà difficile fermarsi. Spero che quella maledetta bottiglia giri verso di me. No, si gira verso Giulia. Ovviamente rifiuta ma ripropone la stessa cosa. La bottiglia gira e finalmente tocca a me. In questo momento avrei preferito fosse Lena ma va bene così. Questa volta Giulia rimane seduta e io in piedi. Si tira su la maglietta e poi slaccia il reggiseno. Le due magnifiche tette di mia moglie escono allo scoperto. Anche queste leggermente cadenti ma grosse e sode. Mi abbasso pantaloni e slip. Il mio lui è pronto, tosto al punto giusto. La maglietta di Giulia però da fastidio. Toglie tutto, anche il reggiseno. E’ stupenda, sorridente e eccitata. Lo infilo tra le poppe. Lei con le mani le stringe e mi abbranca il pene. Mi muovo io su e giù, e il pene fa capolino tra le sue poppe. Che goduria. Max e Lena guardano, e io mi eccito ancora di più. Spingo il bacino verso l’alto e la cappella le arriva quasi sulle labbra. Giulia tira fuori la lingua per leccarla. "Ferma! Niente ciucciate" dice Lena. Giulia ride e ora è lei a muoversi. Solleva le tette una alla volta e scappa fuori un massaggio da far risuscitare un morto. Di morto però non c’è nulla, anzi. E’ vivo e duro, con la cappella lucida. Desideroso di una bocca. Minuto finito." Ma sti minuti non durano un cazzo". Ridono tutti e io un po’ meno. Ci ricomponiamo. Tocca a me. Sono pronto. Un botto, due, tre, cento botti. Cazzo è mezzanotte e non ci siamo accorti. Fuori lo spumante, stappiamo e brindiamo. Scambio di baci e auguri. Ribrindiamo ancora un po’ anche per riportare il livello alcolico al punto giusto. Ci affacciamo un attimo e, anche se piove, nel cielo si vedono diversi fuochi artificiali. Sia dal paese sia sulle colline di fronte. Un bello spettacolo ma è freddo e torniamo dentro. Ricominciamo.
Tocca a me. Li sorprendo tutti con : " Sono disponibile per il bacio" Ho la bottiglia in mano ma non la giro. Aspetto le reazioni. E’ Lena la prima. "C’hai ripensato? Proprio tu che hai voluto fare questo gioco?" Tocca a Giulia : "Ci sono problemi? Non te la senti di continuare?". Max, con il volto visibilmente contrariato : "Se non te la senti di andare avanti ci fermiamo. Non possiamo farti fare delle cose di cui potresti pentirti". Li guardo tutti in faccia. Li tengo un po’ sulle spine. Poi : "Ho detto bacio. Non ho detto in bocca. Io lo voglio dare lì". Adesso ridono tutti e il livello di eccitazione si riporta altissimo. Giro la bottiglia. Gira, gira, gira, rallenta, si ferma. Giulia. Mia moglie. Ora quel minimo di pudore rimasto deve andare a farsi benedire. Prendo Giulia per i fianchi, la sollevo sul tavolo. In mezzo a Max e Lena. Che possano vedere bene. Le sfilo scarpe, pantaloni e mutandine. Mi siedo davanti a lei. L’attiro più vicino. Metto le sue gambe sulle mie spalle e mi tuffo sulla sua passera. E’ umida di sé. E’ già eccitata. Vorrei andare piano ma un minuto ora dura pochissimo. Con la lingua le tocco il clitoride, poi passo alle grandi labbra, mi insinuo, cerco di andare in profondità. Non riesce a stare ferma. Muove il bacino ondeggiando, sento crescere i suoi umori. Muovo la lingua freneticamente, ai lati, avanti e indietro. Comincia ad ansimare e a mugolare. Ritorno sul clitoride e lo ciuccio. E’ tanto il piacere che tende a sfuggirmi. Cerco di ……. Il minuto è finito. Ho una voglia di fare l’amore che non ne posso più. Guardo gli altri e colgo le stesse sensazioni. Giulia è paonazza, scocciata dall’interruzione. Ritira su mutandine e pantaloni ma non mette le scarpe. Si siede e ora tocca a lei. Prende in mano la bottiglia e "Io ho voglia di fare l’amore. Ci state? Andiamo avanti succeda quel che deve succedere? Siamo tutti d’accordo? " Tre si sono la risposta.
Nella nostra lunga amicizia e frequentazione ne avevamo parlato tante volte di uno scambio di coppia. In un paio di occasioni avevamo anche provato a realizzarlo ma poi eravamo rimasti un po’ bloccati. Questa sera, anzi questa mattina, abbiamo tutti la consapevolezza e soprattutto la voglia di farlo. Siamo tutti reciprocamente innamorati del proprio patner e quindi non rischiamo di mettere in crisi i rapporti esistenti. Sono sicuro invece che i reciproci rapporti saranno ancor più solidi e duraturi. In una grande amicizia ci può stare anche questo.
Parte la bottiglia e fa solo due giri. Max è il fortunato. Ancora sguardi alla ricerca del reciproco consenso. Non aspettiamo altro, tutti quanti. Max si toglie pantaloni e slip e resta seduto, Giulia si spoglia anche lei e poi si siede su Max. Se lo infila nella passera e comincia a muoversi. Vedere tua moglie baciarsi con un altro è una cosa, vederla scopare con un altro è una sensazione fisica, quasi dolorosa. Senti dei brividi su ogni centimetro del tuo corpo. Li vedo ballonzolare sulla sedia. Da come si guardano è chiaro che il piacere è al massimo. Guardo Lena, ha due occhi che esprimono tutta la sua eccitazione dovuta alla scena ma anche al desiderio di farlo. Subito, immediatamente. Anch’io ho desiderato Lena tantissime volte e …. "Basta" prorompo dopo aver fatto l’occhiolino a Lena. Max e Giulia si fermano, un leggero sguardo di odio sfugge dai loro occhi. Continuo : "Basta ragazzi, non si può. Io non riesco a sopportarlo" Mi guardano a bocca aperta in attesa di altro. " L’ho immaginato tante volte che tutto questo potesse accadere, ma ora non sono pronto, mi spiace" Le bocche si chiudono, gli sguardi si fanno strani, la delusione è sul volto di tutti. Attendo qualche attimo ma nessuno parla. Allora parlo io: " Sulla sedia è scomodo, perché non andiamo tutti sul letto?" Giulia mi risponde con sonoro vaffanculo. Max sorride. Lena mi prende per mano e andiamo in camera. Mezzi nudi corrono dietro a noi Giulia e Max.
Sono le sei del mattino, del primo di gennaio del 2019. Mi alzo, vado in bagno. Sono tutto nudo ma i termosifoni sono ancora accesi e non è freddo. Faccio pipì e torno a letto. Lena non c’è, sicuramente stava scomoda. Sarà a dormire nell’altro letto al piano di sopra. In quattro nel letto non è il massimo. Max invece è lì. A pancia all’aria sulla sinistra del letto. Sotto le coperte come Giulia che è in mezzo. Mi metto alla loro destra. Abbraccio Giulia. E’ ancora tutta nuda. Mi appiccico a lei. Ci siamo divertiti questa notte. Tutti e quattro. Abbiamo fatto di tutto. Abbiamo fatto quello che tante volte avevamo detto e immaginato di fare ma non c’eravamo mai riusciti. Ringraziare l’alcol per averci fatto perdere i freni inibitori credo sia doveroso. Sicuramente lo rifaremo. Chiudo gli occhi e mi passano in visione come flash le scene della notte alla fioca luce di una abat-jour. La mia eccitazione riprende vigore. Accarezzo Giulia, le tocco le tette, con una mano le sfioro la passera, è ancora umida di umori. Insinuo un dito e la stimolazione la risveglia. Gira la testa, mi guarda, sorride e mi bacia. Ho passato il mio braccio sinistro sotto il suo collo e con la mano riesco a massaggiarle una tetta. L’altra mano, la destra, prende la sua mano destra e l’accompagna fino al pene di Max. E’ tutto nudo anche lui. Giulia non si tira indietro, scambisti annunci non ci si sazia di sesso. Accarezza Max dolcemente, e io accarezzo lei. Ci vuole poco, Max si sveglia e ci guarda. La abat-jour è ancora accesa. Lo guardiamo invitanti. Ci sta.
Si avvicina e abbranca Giulia, le passa le mani dappertutto. La bacia in bocca. E’ un lungo bacio, carico di voglie. "Ci state a fare un panino?" Max spalanca gli occhi e : "Ora? Io non ho fame". "Svegliati coglione" gli dico. "Un panino ma con Giulia." Spalanca gli occhi e "Cazzo se ci sto". Guardiamo tutti e due Giulia, non risponde ma i suoi occhi parlano per lei. Dieci minuti di coccole, baci, leccate e toccamenti e siamo pronti. Io faccio la fetta di sotto, Giulia a pancia in giù si infila in passera il mio lui. E’ il nostro companatico. Max con un po’ di saliva le inumidisce il buchetto e poi, piano piano la penetra nel culetto. E’ lui la fetta di sopra. Non le ha fatto male. Ci muoviamo lentamente, dobbiamo prendere il ritmo. Giulia non mugola, guaisce. Dalle sue labbra escono ripetutamente dei si. "Si, si, si, così" "Ohh, si, ancora, si, si ". Siamo al massimo dell’eccitazione. Siamo spompati dalla notte ma ci mettiamo tutto l’impegno residuo. La voce di Giulia ora è a un livello più alto, grida : "Si, non vi fermate, vi prego. Si, si, siiiiii". Godiamo quasi tutti e tre insieme, siamo stremati. Siamo al settimo cielo, grondanti di umori ma appagati. Restiamo per qualche minuto nella stessa posizione. Assaporiamo con la mente ciò che abbiamo fatto fisicamente. Il solo pensiero che tutto ciò possa riaccadere ci lascia il dolce in bocca. Ci liberiamo dal legame. Tutti e tre a pancia all’aria sul letto. Solo allora ci accorgiamo di Lena. "Dopo colazione voglio anch’io lo stesso trattamento".

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