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Ricordi 5

por Linette Chidley (2021-01-13)

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iStock ImageFlavia era molto più sciolta di prima. La invito ad uscire dalla vasca e la guido a terra in posizione prona. Mi accerto che fosse bagnata ed ovviamente lo era: a69 coppie da lì la cominciai a penetrare da dietro non troppo forte perché avevo paura di venire. Inarcava la schiena da vera porca, oramai era disinibita come lo eravamo tutti.

Il campanello suonò, Elisa si alzò e strizzandomi l'occhiolino mi disse" gli ospiti sono arrivati cominciamo la serata e vediamo come finisce" e mi sorrise dandomi fiducia e coraggio. Risposi al citofono, diedi loro le indicazioni e li aspettai dinanzi alla porta. Quando l'ascensore si aprii comparve una bellissima coppia. Lui era un bell'uomo sulla quarantina, scambisti 69 alto, magro, con un fisico da sportivo, annunci69 home capelli neri leggermente brizzolati, Coppie-Scambiste.it lineamenti del viso regolari e uno splendido sorriso che gli illuminava il viso. Lei era castana, occhi neri e penetranti, il volto regolare e le labbra carnose con un provocante rossetto rosso acceso, media altezza, non esattamente magra ma con curve sinuose e sensuali. Il seno particolarmente generoso aveva da subito attratto i miei sguardi, per altro da lei cercati, in quanto aveva un vestito con un abbondante scollatura. Aveva gambe ben tornite ed erano slanciate da una calzatura con tacco 12. Li feci accomodare e al loro ingresso, notai la bellezza del suo generoso ma assolutamente non abbondante lato B. Lei mi piaceva molto e non feci nulla per nasconderglielo. Elisa li accolse facendoli accomodare in salotto e servendo loro un fresco aperitivo con alcuni spuntini che visti l"ora finirono ben presto. Le due signore iniziarono a dialogare amabilmente come fossero state amiche da sempre. Io e Fabio, così si chiamava lui, dapprima in silenzio ci guardammo con curiosità, poi osservammo con ammirazione le reciproche mogli, pregustandoci il piacevole dopocena. Infine iniziammo a colloquiare amichevolmente. La cena sul balcone si svolse allegramente, e tra un portata e un brindisi potemmo capire come e quanta affinità di coppia ci fosse. Terminato di mangiare proposi al nostri ospiti di spostarci nuovamente in salotto per servire loro il caffè e il dopo. Soprattutto noi maschi ci dedicammo alla degustazione della mia ampia cantina di grappe e liquori. Le due signore, sentitesi trascurate, si assentarono con la scusa del dolce. Il loro rientro in salotto, fu accolto da noi maschietti, con piacevole sorpresa in quanto loro, vuoi pera nostra mancanza di attenzioni nei loro confronti, oppure semplicemente per la smania di arrivare al momento più sensuale della serata, si presentarono a noi senza indossare i loro eleganti vestiti. Elisa reggeva un cabaret di paste unicamente vestita dei suoi sandali gioiello e di un ridottissimo slip. Era bellissima e molto attraente. Anna, questo il nome della Lei, si presentò in maniera molto provocante, completamente nuda, indossando sole le sue calzature dalla zeppa vertiginosa. Aveva una fisicità meno snella ed elegante di mia moglie, ma sicuramente, molto più provocante e con curve generose, che tanto attiravano noi uomini.

Li conoscemmo per caso in spiaggia erano appena più grandi di noi e lei aveva da poco messo alla luce il loro primo figlio. Capimmo subito che erano trasgressivi e anche loro, dopo una prima franca chiacchierata sotto l’ombrellone, erano consapevoli che noi eravamo altrettanto. Ci invitarono a casa loro un pomeriggio che il tempo non permetteva di rimanere al mare. Quando entrammo lei stava allattando il piccolo ed indossava solo un minuscolo perizoma lui invece era in pantaloncini. Nemmeno il tempo di salutarci che la signora, mentre continuava ad allattare mi chiese di non formalizzarmi e di tirare fuori il cazzo che di parole ne avevamo già dette tante in spiaggia. Mi fece avvicinare al divano e, cambiato il seno al pargolo, mi fece avvicinare dall’altra parte dove c’era spazio per abboccare il mio uccello già in tiro. Nel mentre Gina era già in ginocchio davanti a lui e golosamente lo stava succhiando.

Era naturale che poi in quel periodo, io e Gina mettessimo in pratica gli insegnamenti che ricevevamo dai nostri esperti maestri quando stavano insieme nei fine settimana. Ad appena diciotto anni lei già indossava ricercata biancheria intima e curava molto l’aspetto della sua persona. Si curava in particolar modo del suo pelo pubico, ora radendolo ora riducendolo ad una piccola striscia, ma sempre tenendo ben pulite e depilate le labbra della figa e il solco delle natiche. Anche nel generale atteggiamento pareva essere più adulta di quanto realmente fosse. Devo riconoscere che in quegli anni Gina si è fatta un culo da paura: nel senso che su dieci volte che facevamo l’amore, almeno otto volte si faceva solo inculare. Godeva moltissimo in questo modo. Solo anni dopo scoprì, quasi casualmente che riusciva a godere in maniera pazzesca con le "spagnole": un pomeriggio di tarda primavera, quasi quindici anni dopo il nostro matrimonio, approfittando che nostra figlia, allora in terza media, era uscita per andare a casa di una amica, con la scusa di prendere non ricordo cosa da un altro scaffale a casa, mi chiese di prendere la scaletta e trovando il ripiano del mobile impolverato, si mise a pulire regalandomi la visione delle sue splendide gambe e del suo bacino con una vista dal basso speciale che mi fece subito eccitare. Quando, esasperato dalla sua provocazione, lo tirai fuori per masturbarmi godendo così dello spettacolo che avevo davanti agli occhi, lei scese la scaletta e mi si inginocchio davanti per un succulento pompino. Si era aperta la vestaglia e cosi, quando avvicinò il suo viso al mio per baciarmi, il mio cazzo si infilò tra le sue burrose tette. Le presi le mani invitandola a stringere le sue mammelle attorno al mio uccello e ad iniziare un lento andirivieni durante il quale con le labbra e con la lingua poteva inumidirmi il cazzo. Più il su e il giù andava aumentando più lei diventava paonazza in viso e aumentava la respirazione. Quando l’avvisai che ero sul punto di godere volle che le venissi nel seno e si abbandonò ad un orgasmo così forte che stupì anche me. La inondai nel seno e sul viso stravolto dal piacere. Quella sera eravamo a cena in un ristorante in compagnia di alcuni amici e un fortunato cameriere alle prime armi fu l’incolpevole cavia della prova del nove che, a tutti i costi, Gina volle sostenere. Il ragazzo prima ammaliato dallo spacco della gonna che la mia signora indossava, si vide invitato ad accompagnarla in bagno. Ma entrati in quello destinato ai diversamente abili, più spazioso e meno usato, si ritrovò con il giovane pisello affogato tra le tette e le labbra di Gina che riuscì a godere anche nel breve volgere di pochi istanti… data l’inesperienza del giovane.

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